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Come funziona la marijuana legale

  • Come funziona la marijuana legale?
  • Quale è la sua storia come medicina?

Queste sono le principali domande a cui rispondiamo in questo articolo informativo su come funziona la marijuana legale.

La marijuana ha una storia medicinale insolita.

Per quasi un secolo, la pianta è stata utilizzata come un elisir della cura contro una serie di malattie, fino a quando il cambiamento dei costumi sociali e la cattiva pubblicità hanno contribuito a stimolarne la graduale criminalizzazione (e il passaggio alla medicina che oggi consideriamo tradizionale).

Nel 1942 il farmaco fu rimosso dall’U.S. Dispensatory (un elenco federale di farmaci approvati).

Il Congresso americano l’ha classificata come sostanza debilitante, una categoria che include l’eroina, nel senso che non aveva alcun valore medico e un alto potenziale di abuso.

Scopriamo come funziona la marijuana legale e tutti i motivi per cui è stata demonizzata.

Perché la pianta di canapa crea tanti problemi?

La marijuana differisce dai prodotti farmaceutici tradizionali in modi che rendono difficile lo studio da parte degli scienziati.

La pianta ha più di 400 composti chimici distinti, tra cui circa 70 diversi cannabinoidi (sostanze chimiche che aiutano a produrre lo “sballo”).

Non solo questi cannabinoidi hanno i loro effetti individuali, ma interagiscono anche tra loro in un numero incalcolabile di modi (approfondimento sul CBD).

Rapporti diversi degli stessi composti possono produrre risultati significativamente diversi.

Infatti, ci sono migliaia di studi e recensioni sull’efficacia medica della marijuana, tuttavia non vengono considerati studi di qualità (secondo un recente editoriale del Journal of the American Medical Association (JAMA)).

Gli autori hanno notato che i pochi studi credibili suggeriscono che la marijuana può trattare le sindromi dolorose, la spasticità muscolare dovuta dalla sclerosi multipla e la nausea causata dai farmaci chemioterapici.

Come funziona la marijuana legale: quante regole

La marijuana è ancora attualmente classificata come droga e questo fa si che non può essere prescritta, a meno che il paziente soffre di una condizione per la quale il farmaco è approvato.

Questo pensiero corrente, lascia parecchie zone ombra sulla marijuana medica  e spesso i medici si dividono in:

  • Favorevoli alla prescrizione della Marijuana medica
  • Sfavorevoli alla prescrizione della Marijuana medica

Diventa una sorta di lotta tra chi da decenni chiede di legalizzarla e quelli che sono contro alla cannabis, sia a scopo medico che ricreativo.

La confusione che si è venuta a creare ha spinto la ricerca a craere la cannabis CBD, un componente della pianta di canapa che non sballa (Ha livelli molto bassi di THC) e sembra solo avere aspetti positivi per la salute dell’essere umano.

Ecco come funziona la marijuana legale in Italia nel 2021.

Sei nuovo nel mondo della marijuana legale? Ecco la nostra guida sui 5 consigli per assumere CBD in modo sicuro.

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5 consigli per un uso sicuro del CBD

Un uso sicuro del CBD, a differenza del tetraidrocannabinolo (noto anche come THC, la sostanza chimica della marijuana responsabile degli effetti di alterazione mentale della pianta), il CBD non fa sballare i consumatori, bensì sta guadagnando popolarità come antidolorifico e per i suoi altri possibili benefici per la salute.

Il 13% degli adulti italiani ha affermato di aver usato il CBD per trattare un problema di salute: di questi, quasi il 90% ha affermato di aver avuto dei benefici dall’assunzione.

Nonostante le storie di successo, c’è sorprendentemente poca ricerca scientifica sull’efficacia, la sicurezza e il dosaggio appropriato del CBD.

Ciò, non è dovuta all’inefficacia della cannabis o del CBD. Piuttosto, le regole del governo hanno reso difficile per gli scienziati utilizzare i fondi per ricercare i possibili benefici per la salute della pianta perché è classificata come sostanza controllata,  come l’ecstasy, l’eroina o l’LSD.

Tuttavia, poiché sempre più pazienti e operatori sanitari provano il CBD e più stati ne legalizzano l’uso, gli esperti stanno iniziando a sviluppare strategie su come utilizzarlo in modo più efficace e sicuro.

Ad esempio, nel New Jersey, che ha recentemente ampliato le categorie di condizioni debilitanti ammissibili per i programmi statali di marijuana medica, il commissario statale per la salute, Shereef Elnahal, MD, ha iniziato a incontrarsi regolarmente con studenti di medicina e medici che vogliono capire meglio come usare CBD.

Di seguito, Ecco 5 consigli per un uso sicuro del CBD.

Cosa devi sapere per un uso sicuro del CBD

Se stai pensando di utilizzare il CBD, tieni presente che ci sono molti prodotti sul mercato e che la qualità può variare.

Un modo per scegliere saggiamente la marijuana legale, è cercare prodotti da stati che hanno legalizzato l’uso sia medico che ricreativo della cannabis.

Essi infatti, tendono ad avere standard più severi.

Non aspettarti miracoli

Il primo consiglio per un uso sicuro del CBD è non aspettarti miracoli.

La ricerca preliminare suggerisce che il CBD potrebbe offrire alcuni benefici per la salute, specialmente nel trattamento dell’epilessia.

In effetti, la FDA ha recentemente approvato un farmaco a base di CBD, Epidiolex, per due forme rare ma devastanti di tale condizione. Altre ricerche suggeriscono che il CBD può anche aiutare con altri problemi di salute, tra cui sclerosi multipla, dolore e ansia.

Ma la maggior parte di ciò che i medici sanno sul CBD è aneddotico e per la maggior parte dei problemi di salute, i benefici del CBD sono più congetture che prove.

Ciò non significa che non puoi provare il CBD per altri scopi.

Consulta il tuo medico

Il secondo consiglio per un uso sicuro del CBD è consulta il tuo medico.

Il tuo medico dovrebbe essere tenuto informato su tutti i farmaci e gli integratori che prendi, incluso il CBD, al fine di gestire al meglio le tue cure generali, aiutarti a determinare le migliori opzioni di trattamento per la tua condizione e proteggerti da potenziali interazioni farmacologiche e altri rischi.

Fai attenzione alle interazioni farmacologiche dannose

Il terzo consiglio per un uso sicuro del CBD è fare attenzione alle interazioni farmacologiche dannose.

La ricerca suggerisce che il CBD può minare l’efficacia di alcuni farmaci e aumentare i rischi di altri, soprattutto a dosi elevate.

Le tinture di CBD altamente concentrate possono interferire con il sistema enzimatico del fegato che metabolizza molti prodotti farmaceutici, inclusi:

  • fluidificanti del sangue come warfarin (Coumadin e generici)
  • antidepressivi come fluoxetina (Prozac e generici)
  • statine che abbassano il colesterolo come atorvastatina (Lipitor e generici)

Inoltre, le piante di cannabis contengono altri composti (spesso indicati come cannabinoidi) che potrebbero essere presenti nel tuo prodotto CBD.

Il più notevole, ovviamente, è il THC, che può alterare la tua cognizione e avere effetti a lungo termine sull’apprendimento e sulla perdita di memoria.

Detto questo, cerca un prodotto che dice di contenere solo CBD piuttosto che “cannabinoidi”, che potrebbe indicare la presenza di altri composti, come il THC.

I prodotti solo CBD non dovrebbero contenere THC, oppure solo in piccole quantità.

Integra il CBD alla medicina tradizionale

Il quarto consiglio per un uso sicuro del CBD è integrarlo, e non sostituirlo alla medicina tradizionale.

Usa il CBD per integrare le cure convenzionali, non necessariamente per sostituirlo.

Gli esperti, scienziati e ricercatori, non consigliano di utilizzare il CBD al posto dei farmaci prescritti per il trattamento di condizioni gravi come il cancro, la sclerosi multipla o il Parkinson, bensì, il CBD potrebbe servire come terapia aggiuntiva se usato con cautela e con le conoscenze del medico.

Ci sono alcuni problemi di salute, come il dolore o l’ansia, in cui il CBD può essere utile al posto di alcuni farmaci, secondo gli esperti.

Fai attenzione sei sei incinta o allatti

Il quinto consiglio per un uso sicuro del CBD è fare attenzione se sei una donna incinta o sei nella fase di allattamento.

Sebbene il CBD sembri presentare pochi rischi di dipendenza ed è associato a effetti collaterali relativamente lievi, esistono poche ricerche sulla sicurezza del CBD nelle donne in gravidanza o che allattano.

Una recente ricerca di Pediatrics ha scoperto che i cannabinoidi possono essere trasmessi da una donna incinta al suo feto.

Gli esperti sono particolarmente cauti quando si tratta di consumo di marijuana, non solo CBD, tra le donne incinte e che allattano.

C’è ancora molto che non sappiamo su come la marijuana influenzi il cervello in rapido sviluppo di un bambino e i centri per il controllo e la prevenzione delle malattie affermano che la cannabis può essere dannosa per la salute di un bambino e aumentare il rischio di problemi di sviluppo.

Sulla base di ciò che sappiamo ora, la scelta più sicura per il bambino è evitare la marijuana: non  importa che sia un feto o un lattante.

Ora che hai finto di leggere i 5 consigli per un uso sicuro del CBD e conosci i pericoli che possono derivare dalla sua assunzione, puoi goderti i benefici e il sapore unico di un prodotto CBD.

 

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Mircene nella cannabis

mircene nella cannabis

Il mircene è un terpene che si trova comunemente in piante come il luppolo, la citronella, il timo e nei fiori della pianta di marijuana.
Il mircene nella cannabis è il terpene più abbondante nella pianta di canapa e la sua formula è C10H16.
Gli studi rivelano che il mircene rappresenta oltre il 20% del profilo terpenico della marijuana, anche se in ogni infiorescenza c’è un livello di concentrazione diversa.

Quali sono le infiorescenze di cannabis con il più alto concentrato di mircene? Di seguito la lista:

  • OG Kush
  • Blue Dream
  • Remedy
  • 9 Pound Hammer
  • Grape Ape
  • FPOG
  • Granddaddy Purple
  • Tangie
  • Harlequin

Quali sono gli effetti del mircene?

quali sono gli effetti del mircene

Gli studi sul mircene sono ancora in corso per determinare se gli effetti positivi sul corpo umano siano reali (fino adesso è stato riscontrato un effetto positivo solo sui roditori provocando un rilassamento muscolare ) nella cura contro l’insonnia.
Ci sono anche prove che suggeriscono che il mircene nella cannabis può alleviare il dolore, specialmente il dolore cronico e le infiammazioni.
Il terpene mircene è noto anche per prolungare gli effetti psicoattivi della cannabis aumentando la potenza del THC.

I ricercatori hanno sensazioni positive riguardo al mircene come potente antiossidante e come:

  • Effetto protettivo al cervello a seguito di un ictus
  • Effetto protettivo al tessuto cardiaco
  • Antinfiammatorio
  • Effetto preventivo contro l’osteoartrosi

Il mircene indica se un erba è indica o sativa?

il mircene indica se un'erba è sativa o indica

Il livello di mircene nell’infiorescenza definisce se un erba è indica (rilassante) o sativa (energizzante) o è quello che si pensava fino a poco tempo fa.
Gli studi sempre maggiori sulla cannabis infatti, hanno dimostrato che non c’è una gran differenza nella concentrazione di mircene tra una marijuana sativa e una indica.
Questa convinzione sbagliata deriva dal fatto che la sostanza sembra possa curare il disturbo dell’insonnia.

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Terpeni nella cannabis

terpeni cannabis

I terpeni sono composti aromatici presenti in molte piante, tra cui la cannabis dove è presente in alte concentrazioni.
I terpeni sono oli essenziali che creano il profumo caratteristico di molte piante, come la pianta di canapa, del pino e della scorza d’arancia fresca.
Molto famosi sono i terpeni della lavanda.

La fragranza della maggior parte delle piante è dovuta a una combinazione di terpeni che vengono usati anche nei cosmetici.
In natura, questi terpeni proteggono le piante dal pascolo degli animali o dai germi infettivi.

Tuttavia, i terpeni dei cannabinoidi possono anche offrire alcuni benefici per la salute al corpo umano e gli scienziato stanno studiando come il loro utilizzo può effettivamente curare determinati disturbi e patologie.

Cosa sono i terpeni

I terpeni sono composti altamente aromatici che determinano l’odore di molte piante ed erbe, come la pianta di cannabis, il rosmarino e la lavanda ed alcuni animali.
I produttori utilizzano terpeni isolati per creare i sapori e i profumi di molti prodotti di uso quotidiano, come profumi, prodotti per il corpo e persino cibi.

I terpeni svolgono un ruolo fondamentale nelle piante attirando gli impollinatori, mentre in altre piante provocano una forte reazione per respingere i predatori, come insetti o animali che la distruggerebbero.

Alcuni terpeni svolgono un ruolo protettivo nella pianta agendo come un sistema immunitario e di autorigenerazione.
In modo improprioil terpene viene chiamato terpenoide.
Tuttavia, terpeni e terpenoidi non sono la stessa cosa.

Quindi qual’è la differenza tra terpeni e terpenoidi?
I terpeni sono la forma naturale di questi composti quando si trovano nella pianta viva. Quando una pianta si secca o ad esempio nella produzione di cannabis, i terpeni si ossidano e diventano terpenoidi.

Cosa sono i terpeni della cannabis?

i terpeni sono oli aromatici che colorano le varietà di cannabis con sapori distintivi come agrumi, frutti di bosco, menta e pino, ecretati nelle stesse ghiandole che producono cannabinoidi come THC e CBD, .

I terpeni possono svolgere un ruolo chiave nella differenziazione degli effetti di vari ceppi di cannabis. Alcuni terpeni potrebbero favorire il rilassamento e alleviare lo stress, mentre altri potenzialmente promuovere la concentrazione e l’acutezza.

Lo sviluppo dei terpeni nella cannabis inizia per scopi adattivi:

  • Respingere i predatori
  • Attirare gli impollinatori

Ci sono molti fattori che influenzano lo sviluppo dei terpeni di una pianta, tra cui:

  • Clima
  • Condizioni meteorologiche
  • Età
  • Fertilizzanti
  • Tipo di terreno

Nella pianta di cannabis sono stati identificati oltre 100 terpeni diversi e ogni varietà ha un effetto diverso dagli altri.
Ciò vuol dire che diverse varietà come l’infiorescenza della Cheese e i suoi discendenti hanno un odore riconducibile al formaggio, e l’infiorescenza Blueberry spesso eredita l’odore dei frutti di bosco, da qui anche i nomi.

I terpeni possono anche svolgere un ruolo chiave nel differenziare gli effetti di vari ceppi di cannabis indica e sativa.
Tuttavia, sono necessari ulteriori studi sui terpeni della cannabis per capire come e in che misura.

Alcuni terpeni potrebbero favorire il rilassamento e alleviare lo stress, mentre altri potrebbero migliorare la concentrazione e l’acutezza.
Il mircene, ad esempio, si trova in molte varietà di cannabis rilassanti come la Blue Dream e Granddaddy Purple.
Il terpinolene si trova comunemente in ceppi attivi e stimolanti come la Jack Herer e la Ghost Train Haze.

Come i terpeni influenzano le persone?

Molti terpeni della cannabis sono bioattivi.
Ciò significa che influenzano il corpo a seconda della concentrazione del terpene e nel modo in cui una persona lo usa.

Gli odoi inebrianti scaturiti dai terpeni fanno si che questi oli essenziali sono parte integrante di molte terapie alternative, come l’aromaterapia.
L’inalazione dei profumi di alcune piante e degli oli essenziali può influenzare l’umore e i livelli di stress di una persona.

Alcuni ricercatori credono che i terpeni influenzano ed aumenteranno lo sballo che una persona ottiene dall’uso di cannabis.
Questo è noto come effetto entourage e implica che i terpeni aumentano o alterano gli effetti del THC e del CBD nel corpo.

Gli studi confermano queste affermazioni.
Le persone con epilessia che assumevano un estratto ricco di CBD avevano sintomi migliorati e meno effetti collaterali rispetto a coloro che assumevano CBD puro o in sinergia con il THC.
Ciò suggerisce che altri componenti della cannabis, come i terpeni, possono influenzare il modo in cui il corpo usa il CBD

Elenco terpeni nella cannabis

Al momento sono conosciuti 20.000 terpeni diversi e la pianta di cannabis ne ha più di 100.
L’estrazione dei terpeni nella cannabis prevede diverse tecniche a seconda della sostanza che si vuole analizzare.
Ma quali sono i terpeni in maggiore concentrazione nelle piante di cannabis?
Di seguito alcuni esempi di terpeni.

Il mircene è il terpene principale che si trova nelle piante di cannabis.
Oltre che nella marijuana il mircene è presente nel mango.
La presenza di mircene nella pianta di canapa, determina se un è ceppo di erba indica o sativa.

Il mircene è la sostanza che da alla marijuana il suo aroma caratteristico ed ha proprietà rilassanti e antinfiammatorie.

Le infiorescenze ad alto contenuto di mircene sono la Skunk XL, la White Widow e la Special Kush.

Limonene terpene

Il limonene è il secondo terpene più abbondante trovato nella cannabis.
Si trova anche in vari agrumi ed è il fattore responsabile del classico profumo agrumato. Dagli studi effettuati, risulta che non è presente in tutte le varietà di cannabis.

Il limonene ha potenti proprietà anti fungine e antibatteriche ed è un additivo utilizzato nei prodotti di pulizia e nei cosmetici.
Il limonene può anche aiutare a combattere lo stress e migliorare l’umore.

Le infiorescenze ad alto contenuto di limonene sono Sour Diesel, OG Kush e la Super Lemon Haze.

Pinene terpene

Il pinene si trova in abbondanti quantità nell’albero pino ed è ciò che conferisce agli aghi di pino l’ odore caratteristico.

Il pinene è un potente broncodilatatore che ha forti effetti antinfiammatori e antisettici.
Le infiorescenze ricche di pinene sono la Strawberry Cough e la Blue Dream.

Linalolo terpene

Il linalolo è un terpene che si trova nella pianta di lavanda ed è ampiamente riconosciuto come rimedio naturale contro lo stress, l’ansia e la depressione.

Il linalolo può aiutare a bilanciare l’effetto collaterale prodotto dal THC proprio per le sue qualità terapeutiche contro l’ansia.
Le infiorescenze ad alto contnuto di linalool sono la Special Kush, l’Amnesia Haze e l’OG Shark.

Beta-Cariofillene terpene

Il beta-cariofilene è un terpene dal profumo speziato, legnoso e pepato che si trova nel pepe nero e nella cannella.

Gli studi indicano che questo piccolo terpene è in grado di aiutare a sconfiggere i sintomi dell’ansia, della depressione e infiammazione.
Le infiorescenze ad alto contenuto di cariofillene sono la Super Silver Haze, la Skywalker e la Rock Star.

Umulene terpene

I ceppi che contengono umulene possono diminuire l’appetito, ma la sostanza ha anche proprietà antinfiammatorie e antibatteriche.
Si trova in gran quantità nel luppolo, nei chiodi di garofano e nel basilico.
Le infiorescenze che contengono umulene in gran quantità sono la Liberty Haze, la Girl Scout Cookies e la Sour Diesel.

Altri terpeni conosciuti sono:

  • Geraniolo
  • Terpinolene
  • Ocimene
  • Nerolidolo
  • Fitolo
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Marijuana cannabis thc test

Marijuana test

Nel test della marijuana, conosciuto anche come cannabis test o thc test vengono ricercati molti composti chimici che interagiscono con il corpo, chiamati cannabinoidi.

La cannabis, chiamata anche marijuana, è una pianta della specie Cannabis sativa che ha effetti psicoattivi e contiene il THC, il principale cannabinoide che altera la mente e il fisico (delta-9-tetraidrocannabinolo).

Una volta assunto nelle svariate forme possibili l’organismo del tuo corpo scompone il THC in diversi metaboliti inattivi come THC-COOH, 11-nor-carbossi-delta-9-tetraidrocannabinolo.

Poiché i metaboliti del THC rimangono nel corpo per un periodo di tempo più lungo del THC, la maggior parte dei test sulla marijuana rileva la presenza di THC-COOH o altri metaboliti.

Alcuni test rilevano anche il composto attivo, il THC, ad esempio quando il test della marijuana viene eseguito utilizzando sangue o saliva.

Le foglie di marijuana possono essere fumate, preparate e mangiate nei prodotti alimentari.
Fumare o ingerire marijuana provoca un battito cardiaco e una frequenza cardiaca più veloci, occhi iniettati di sangue con bocca e gola secca.

Può causare effetti a breve e lungo termine, tra cui:

  • La perdita di memoria a breve termine
  • Senso del tempo alterato
  • Capacità di concentrazione ridotta
  • Tempo di reazione alterato
  • Coordinazione ridotta
  • Aumento del rischio di psicosi
  • Episodi ciclici di nausea, mal di stomaco e vomito

L’uso di marijuana compromette la capacità di guida e il rischio di incidenti aumenta notevolmente se il conducente beve anche alcolici.

Test della marijuana delle urine

Il test della marijuana viene svolto dagli operatori sanitari che inviano campioni di urina, sangue o saliva raccolti dal paziente ad un laboratorio per lo screening o possono eseguire un test nel loro stesso laboratorio se hanno l’attrezzatuta idonea.

Il test della marijuana delle urine, può essere eseguito con un test point-of-care, che sono tipicamente piccole strisce che vengono immerse nell’urina.
Dal colore si ha il risultato di positività o negatività al test della cannabis.

I test di screening positivi per la marijuana sono presuntivi (cioè forniscono un’indicazione generica del risultato).
Questo perché tutti i test di screening hanno la possibilità di risultare falsi positivi.

Pertanto, i test di screening che sono positivi vengono spesso confermati con un secondo test, definito test di conferma.
I test di conferma sono più specifici dei test di screening. Il test di conferma viene solitamente eseguito con uno strumento chiamato spettrometro di massa.

I tipi di test di spettrometria di massa utilizzati per i test di conferma includono gascromatografia, spettrometria di massa (GC / MS) e cromatografia liquida-spettrometria di massa (LC-MS / MS).

È inoltre possibile eseguire ulteriori test per identificare se qualsiasi sostanza è stata aggiunta al campione di urina, come acqua, candeggina o altri tipi di sostanze chimiche (adulteranti) nel tentativo di interferire con il risultato del test.
Se si sospetta tale pratica, il test può essere segnalato come non valido.

I campioni di urina possono anche essere identificati come diluiti. L’urina diluita può essere prodotta se un individuo beve grandi quantità di acqua o altri liquidi prima del test.
L’urina diluita può anche derivare da alcune condizioni mediche.
Se un individuo aggiunge liquido come l’acqua a un campione di urina, il test può essere segnalato come non valido.

Come viene utilizzato il test della marijuana?

Il test della marijuana viene utilizzato per rilevare la presenza delle sostanze chimiche attive della pianta o dei loro prodotti di degradazione (metaboliti), più comunemente nelle urine o nella saliva.

Il test della marijuana può essere utilizzato per esaminare e confermare la presenza di sostanze che indicano l’uso di marijuana o di cannabinoidi.

La maggior parte dei test sulla marijuana cerca un metabolita inattivo del THC (THC-COOH), che rimane nel corpo più a lungo del THC stesso.

Quando è richiesto il test della marijuana?

Il test della marijuana può essere utilizzato per effettuare lo screening medico.

La marijuana può essere inclusa in un test antidroga utilizzato per determinare quali farmaci o combinazioni di farmaci una persona potrebbe aver assunto in modo che il paziente possa ricevere cure mediche adeguate.

Ci sono varie ragioni per cui un operatore sanitario può richiedre il test anti droga, tra cui:

  • Il paziente viene da un centro di recupero per tossicodipendenti
  • Presenta sintomi che possono essere correlati alla marijuana o mostrano segni di intossicazione, come perdita di coscienza, nausea, delirio, panico, paranoia, aumento della temperatura, dolore toracico, insufficienza respiratoria, convulsioni o mal di testa
  • È coinvolto in un incidente che un medico del pronto soccorso sospetta possa essere dovuto ad uno stato psicofisico alterato
  • È noto o ha precedenti per uso di droghe
  • È un candidato a ricevere un trapianto di organi
  • È in cura per il cancro
  • È incinta o ha partorito di recente
  • Richiede una polizza di assicurazione sulla vita (nell’ambito di una valutazione sanitaria complessiva)

Ci sono altre ragioni per cui è richiesto alla persona di sottoporsi al test della marijuana, come i test legali, forensi e quelli legati al mondo del lavoro.
I test antidroga per scopi legali, forensi o di lavoro differiscono dai test medici nelle procedure di raccolta dei campioni.

La raccolta di questi campioni sono controllati, tenuti sotto custodia e chiusi con un sigillo a prova di manomissione.
Esempi di questo tipo di test sono:

  • Test su mandato del tribunale per qualcuno che è stato condannato per uso o vendita di cannabis
  • Test o monitoraggio di un genitore in un caso di custodia dei figli
  • Test tossicologici forensi utilizzando una varietà di fluidi corporei e tessuti che possono essere testati durante un’indagine su un crimine
  • Negli atleti professionisti

Il test della marijuana può anche essere richiesto da un datore di lavoro.
Questo test prende il nome di test antidroga sul luogo di lavoro e può essere richiesto al lavoratore:

  • Prima dell’assunzione
  • A seguito di un incidente
  • Sospetto che un dipendentefaccia uso di marijuana a lavoro

Quando è obbligatorio il test della marijuana?

Effettuare il test della marijuana diventa obbligatorio quando un medico, un datore di lavoro, una polizza assicurativa o il Tribunale ordina una valutazione medica, deve determinare se una persona potrebbe aver usato marijuana o come parte di più ampi test antidroga in scenari legali come dopo un incidente.

Come leggere il risultato del test della marijuana

Proprio come per altri tipi di test di laboratorio, sia i test di screening che quelli di conferma vengono interpretati in base a un livello di cutoff definito (ad es.50 nanogrammi per millilitro (ng / mL) per i campioni di urina).

Se il THC o i metaboliti è presente a una concentrazione inferiore al cutoff del test, il test della marijuana viene segnalato come non rilevato, assente o negativo.

Al contrario con un valore superiore alla soglia, il test della marijuana viene  segnalato come rilevato, presunto positivo o positivo.

Un risultato iniziale dello screening THC positivo o rilevato significa che la persona testata potrebbe aver usato marijuana. Poiché i test di screening non sono definitivi, in genere vengono eseguiti test di conferma per verificare i risultati.

Un test di conferma positivo significa che la persona aveva THC o THC-COOH nel proprio corpo quando il campione è stato raccolto, ma non conferma quando il THC è stato utilizzato o ingerito.

Il test delle urine per il THC non può essere utilizzato per determinare la fonte del THC o dei suoi metaboliti, il tempo di esposizione, la quantità o il livello di menomazione della persona.

Un risultato negativo non significa necessariamente che la persona non abbia usato marijuana. I livelli di THC della persona potrebbero essere al di sotto di un limite stabilito o il THC potrebbe essere già stato metabolizzato ed eliminato dal corpo.

I tempi di rilevamento della marijuana variano ampiamente a seconda del metabolismo, della dose e della frequenza di utilizzo di un individuo.
Il test può indicare l’uso da 3 a più di 30 giorni prima del test.
I consumatori cronici di marijuana possono risultare positivi anche dopo 2 mesi l’ultimo utilizzo.

Come sostuire la Marijuana nelle proprie abitudini

Sostituire la marijuana nelle proprie abitudini è diventato possibile in Italia grazie alla legge che permette di vendere la cannabis a basso contenuto di THC.

La marijuana CBD infatti è un ottimo rimedio per non avere il problema di risultare positivo ai test anti droga della cannabis e continuare comunque a godere del sapore e degli effetti positivi della marijuana.

THC e CBD sono entrambi cannabinoidi derivati dalla pianta di cannabis, ma hanno una differenza: il THC è definito da ciò che la cannabis ti fa sentire, mentre gli effetti del CBD non possono essere percepiti.

La distinzione importante è che, a differenza del THC, il CBD non causa gli effetti negativi derivati dall’assunzione della canapa nella sua verisone più diffusa.

Il CBD infatti, può anche bloccare alcuni degli effetti inebrianti del THC, legandosi ai recettori dei cannabinoidi, impedendo al THC di attivare quei recettori.
Tutto questo si traduce in un effetto psicoattivo meno intenso.

Ciò non significa che il CBD, da solo, non possa dare euforia o rilassatezza.
Dosi elevate di CBD spesso producono un’esperienza profondamente rilassante mantenendo però il cervello nel pieno delle sue funzioni.

Inoltre, molte persone scelgono di usare il CBD per lenire il dolore.

Test della marijuana del sangue e del capello

Oltre a quello dell’urina, i test anti droga sulla marijuana possono essere svolti con il sangue, la saliva e il capello.

Un campione di sangue può essere raccolto inserendo un ago in una vena e aspirando il sangue in una provetta.

Pe ril test del capello, vengono raccolti i capelli dalla sommità della testa, sebbene possano essere utilizzati anche peli da altre parti del corpo.

I neonati possono essere sottoposti a test quando si sospetta che la madre abbia usato droghe, come la marijuana, durante l’ultimo trimestre di gravidanza. In questi casi, i campioni di meconio, il primo movimento intestinale di un neonato, vengono generalmente raccolti dagli operatori sanitari subito dopo la nascita dei bambini.

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Quanto tempo rimane il THC nel tuo organismo

Quanto tempo il THC rimane nel tuo organismo o sistema e per quanto tempo il THC può essere rilevato dai test antidroga è l’argomento di questo articolo.
I metaboliti del THC possono rimanere nel corpo molto più a lungo della durata degli effetti. In alcuni casi, la prova dell’uso di marijuana o cannabis può essere rilevata per settimane, mesi e persino anni dopo l’ultimo utilizzo, a seconda del tipo di test utilizzato.

Cos’è il THC?

Il tetraidrocannabinolo (THC) è il principio attivo della marijuana che provoca effetti inebrianti e psicoattivi. Il THC ad alte concentrazioni è illegale (la soglia massima di THC in Italia è dello 0,6%) e molti lavori possono richiedere ai dipendenti di sottoporsi ad un test antidroga obbligatorio.

Gli effetti euforici del THC possono svanire piuttosto rapidamente, poiché di solito durano solo poche ore se inalati.
Tuttavia, il THC e i suoi metaboliti possono rimanere nel tuo sistema per settimane dopo il consumo e, in alcuni casi, anche più a lungo.
Questo mette i consumatori di marijuana costantemente a rischio di fallire un test antidroga.

Quanto tempo rimane il THC nel tuo sistema?

Il THC è la molecola attiva che si trova nella marijuana ricreativa che causa effetti euforici a breve termine. Sebbene gli effetti del THC durino solo poche ore, il THC può rimanere nel tuo sistema molto più a lungo.
Di seguito trattiamo esattamente per quanto tempo il THC rimane nel tuo sistema, esaminando alcuni aspetti specifici.
La risposta spesso dipende dal tipo di test di THC a cui sei sottoposto.

Quanto tempo rimane il THC nel sangue?

Alcuni test antidroga per THC e marijuana prevedono gli esami del sangue.
Il THC viene rapidamente metabolizzato dal tuo corpo e rimarrà rilevabile nel tuo sangue solo per un periodo compreso di poche ore: 24 o 48 ore dopo un singolo utilizzo.

Per coloro che sono consumatori assidui di marijuana (consumano e fumano più volte al giorno), il THC può rimanere nel flusso sanguigno fino a una settimana. Gli esami del sangue per l’uso di marijuana sono rari e di solito vengono condotti solo per negare o confermare un potenziale falso positivo, risultato di un test precedente.

Quanto tempo rimane il THC nella saliva?

Alcuni test antidroga per THC e marijuana prevedono di testare la saliva dell’individuo per trovare tracce di cannabis.
Dopo l’uso, ci vuole circa un’ora prima che il THC sia rilevabile dai test .
Dopo la prima apparizione, il THC è riscontrabile nella tua saliva fino a quando non viene ingerito completamente, il che in genere richiede qualche giorno (24 – 48 ore).

Bere acqua, lavarsi i denti, mangiare cibi grassi e usare il collutorio può aiutare ad accelerare la rimozione del THC dalla saliva.
I test della saliva sono attualmente in fase di studio come potenziale modo per verificare l’uso di marijuana nei conducenti, sebbene alcuni sostenitori e studiosi della cannabis ritengono che non siano affidabili.

Quanto tempo rimane il THC nelle urine?

Il test antidroga per THC e marijuana più comune è il test delle urine per la facilità d’uso e il basso costo.
Nelle urine, i sottoprodotti del THC sono rilevabili per un periodo di tempo più lungo, il che significa che possono rivelare l’uso di marijuana per settimane dopo l’uso. 

L’esatta quantità di tempo in cui la marijuana e il THC sono rilevabili nelle urine dipende in gran parte dalla frequenza con cui la usi.
Molti fattori individuali possono influenzare questi intervalli, come ad esempio:

  • Se hai fatto uso di marijuana solo una volta, i sottoprodotti del THC rimangono nelle urine per circa 5 – 8 giorni dopo il singolo utilizzo.
  • Se in genere consumi marijuana da due a quattro giorni a settimana, allora il THC può essere trovato nelle urine da 11 a 18 giorni dopo il tuo ultimo consumo.
  • Se consumi marijuana da cinque a sei giorni a settimana, rischi di fallire un test delle urine del THC per 33 – 48 giorni dopo l’ultimo consumo.
  • Se invece fai un consumo giornaliero di marijuana, allora il THC può essere rilevato fino a 65 giorni dopo l’ultimo uso.

Quanto tempo rimane il THC nel capello?

I metaboliti del THC rimangono nei capelli più a lungo di qualsiasi altra parte del corpo.
Il test antidroga sui follicoli piliferi, viene condotto su un campione all’incirca di 4 cm di capelli, che può rilevare potenzialmente fino a tre mesi di consumo di marijuana (in alcuni casi hanno rilevato l’uso di marijuana risalente addirittura ad anni prima dall’ultimo consumo).

Questi test di fatto hanno dimostrato di essere molto accurati nel rilevare l’uso di marijuana, anche per periodi di tempo più lunghi e per questo sono considerati i più efficaci.

Come il THC influisce sul tuo sistema?

Prima di capire l’effetto che il THC ha sul tuo organismo, bisogna comprendere il modo in cui il corpo assorbe ed elabora i cannabinoidi.
Quando si consuma marijuana, i principi attivi della cannabis vengono assorbiti nel flusso sanguigno, provocando un aumento temporaneo dei livelli di THC.

Il sangue quindi trasporta il THC al cervello, così come ad altri organi in tutto il corpo, dove il THC interagisce con i recettori dei cannabinoidi per generare i suoi effetti sul corpo, inclusa l’euforia a breve termine.

Il THC stimola i neuroni del cervello, che provoca il rilascio di dopamina e le sensazioni piacevoli associate alla marijuana.
Le sensazioni di euforia associate al THC possono comportare:

  • Percezione alterata del tempo
  • Sbalzi di umore
  • Creatività
  • Rilassamento
  • Movimenti del corpo alterati.

Quanto tempo impiega il THC a fare effetto?

La quantità di tempo necessaria per provare gli effetti del THC dipende dal modo in cui viene consumato.
Ovviamente gli effetti dovuti all’inalazione di THC (fumando, vaporizzando o tamponando la cannabis), si manifestano in maniera molto più veloce e generalmente ci vogliono pochi minuti dall’assunzione.
A seconda del metabolismo e della potenza del prodotto consumato, questi effetti durano solitamente da una a tre ore.

Invece, quando si ingerisce marijuana commestibile l’inizio degli effetti è ritardato dalla digestione. Pertanto, gli effetti degli marijuana potrebbero non essere avvertiti prima di un periodo compreso tra 30 minuti e due ore dopo il consumo.
Quando il THC viene ingerito, l’effetto inebriante e psicoattivo è prolungato a causa del continuo e lento assorbimento.

Perché il THC è rilevabile così a lungo?

Il THC stesso è rilevabile nel flusso sanguigno solo per un breve periodo di tempo dopo l’uso. Dopo poche ore, il THC viene rapidamente scomposto e modificato in almeno 80 diversi sottoprodotti metabolici.

Mentre i livelli di THC scendono in modo significativo, l’uso di cannabis e il consumo di THC possono essere rilevati nel sistema per un po ‘di tempo dopo analizzando i sottoprodotti metabolici.

Il THC e i suoi sottoprodotti metabolici, chiamati metaboliti, sono liposolubili .
Ciò significa che si accumulano nelle riserve di grasso in tutto il corpo e vengono rilasciati lentamente nel tempo.

I metaboliti vengono eliminati dal corpo attraverso le feci e l’urina. Pertanto, la permanenza della marijuana nel tuo sistema dipende dal tuo apporto calorico e dalla quantità di marijuana che consumi.

Quali fattori influiscono sul metabolismo del THC?

Ogni persona ha un metabolismo diverso che elabora il THC a una velocità diversa, anche se prendi a confronto due persone dello stesso sesso, età e peso.
Di seguito, trovi i principali fattori che influiscono sul metabolizzare del THC e il tempo che rimane nel tuo sistema.

  • Abitudini alimentari
    Quello che mangi e quando lo mangi possono avere un impatto drammatico sul tuo metabolismo e la persistenza del THC nel sistema.
    Molti ricercatori hanno suggerito che consumare piccoli pasti durante il giorno velocizza il metabolismo.
  • Esercizio fisico
    L’esercizio fisico velocizza il tuo metabolismo ed elimina in tempi ristretti le tracce di THC nel tuo sistema.
    Accelerando il flusso sanguigno e sudando, aumenti la probabilità di espellere i sottoprodotti del THC dal tuo organismo.
  • Tasso metabolico
    Ogni persona ha un tasso metabolico diverso basato sulla propria genetica e lo stile di vita. Se sei una persona con un tasso metabolico lento, il THC rimane tracciabile per più tempo nel tuo corpo
  • Contenuto di grasso corporeo
    Il THC è immagazzinato nelle cellule adipose, il che significa che il grasso corporeo può influire sulla velocità di metabolizzazione del THC.
    Gli individui con una quantità maggiore di grasso corporeo tendono a metabolizzare la sostenza ad un ritmo più lento rispetto ad una persona magra.
  • Potenza THC della cannabis
    Una cannabis più potente di solito significa che ha una quantità maggiore di THC.
    Pertanto, una grande concentrazione di THC rimane nel tuo sistema più a lungo rispetto a della marijuana meno concentrata.
  • Frequenza del consumo di cannabis
    La quantità di THC nel tuo sistema è cumulativa.
    Ciò significa che ogni volta che usi prodotti contenenti THC, il livello di tetraidrocannabinolo nel tuo sistema si alza e di conseguenza è necessario più tempo per metabolizzarlo.

Smaltire THC velocemente

Se hai un test antidroga imminente e stai cercando furiosamente di eliminare il THC rimane nel tuo sistema, fai attenzione.
Ci sono una serie di soluzioni rapide online che dicono di liberare miracolosamente il tuo corpo dal THC in pochi minuti.
Tuttavia, molti di questi kit o soluzioni di disintossicazione non funzionano come promesso e ti porteranno a investire tempo e denaro senza ottenere risultati.

THC e test antidroga

Molte persone sono preoccupate di quanto tempo il THC rimane nel proprio corpo perché spaventate dall’idea di essere sottoposte a un test antidroga.
Sostenere un test anti droga può avvenire per varie ragioni:

  • Il lavoro lo richiede
  • L’attività sportiva
  • Aver fatto un incidente con l’auto

Sono disponibili molti tipi diversi di test antidroga, ognuno dei quali varia in base alla necessità di rilevare i livelli e i tempi di THC e cannabis.

Un datore di lavoro, una società sportiva o la giustizia, può usare l’urina, i capelli, il sangue, la saliva, il respiro, il sudore e persino le unghie per verificare se una persona ha assunto marijuana di recente.

L’analisi delle urine è di gran lunga il test antidroga più comunemente utilizzato.
Il test delle urine per la marijuana non cerca il THC, ma rileva il metabolita non psicoattivo 11-nor-delta-9-carbossi-THC (THC-COOH).

Se il THC verrà rilevato in un test antidroga, è molto variabile da persona a persona e dipende dalla frequenza e dalla quantità di consumo di marijuana.

In generale, il THC-COOH può rimanere nelle urine per giorni o settimane, ma nei consumatori abituali di cannabis, potrebbe rimanere anche per mesi.

Come eliminare il THC

Se hai un test antidroga imminente, vorrai provare a trovare un modo per eliminare il THC dal tuo sistema il più rapidamente possibile.

Tuttavia, accelerare il processo di eliminazione dei metaboliti del THC dai sistemi del corpo può essere difficile.
Ci sono comunque delle tecniche che possono aiutare a smaltire la sostanza più velocemente.

Lesercizio fisico, la riduzione dell’apporto calorico e il consumo di grandi quantità di acqua possono aiutare a eliminare il THC dalle cellule adipose del corpo. Bere acqua può anche aiutare a ridurre la concentrazione dei metaboliti del THC nelle urine.

Anche se questi rimedi possono aiutare, la verità è che l’unico metodo che ti garantisce di superare un test antidroga è astenersi dall’uso di marijuana (premesso di avere abbastanza tempo a disposizione prima del test, potresti essere in grado di eliminare il THC dal tuo sistema).